“E’ un segnale positivo quello che arriva dalla Commissione Ambiente della Camera con l’approvazione all’unanimità della risoluzione sul credito di imposta del 55% per le misure a favore dell’efficienza e del risparmio energetico in edilizia. Ora il Governo ne tenga conto”. Con queste parole Ermete Realacci, responsabile green economy del PD, commenta la firma del documento avvenuta giovedì scorso.
La risoluzione, oltre a chiedere di stabilizzare il credito d’imposta Irpef per gli interventi di efficientamento degli immobili, propone anche di estenderlo agli interventi di consolidamento antisismico del patrimonio edilizio esistente.
La Commissione invita quindi il Governo a rafforzare le politiche ambientali e a favorire l’edilizia di qualità ed energicamente efficiente assumendo iniziative, anche di tipo normativo, volte ad estendere le misure di efficientamento energetico anche al patrimonio edilizio pubblico.
“Il sistema di agevolazione fiscale del 55% - ricorda Realacci - ha fino ad oggi riscosso un enorme successo: 1.400.000 interventi, 17 miliardi di euro complessivi di investimento, ha interessato soprattutto piccole e medie imprese nell’edilizia e nell’indotto e ha attivato ogni anno di oltre 50mila posti di lavoro. Ha rappresentato, inoltre, lo strumento più efficace e virtuoso in tema di sostenibilità ambientale, di sostegno del mercato dell’edilizia di qualità e di risparmio di emissioni di CO2”.
Ricordiamo che, al momento, nella manovra “salva Italia”, il Governo Monti ha esteso la validità della misura a tutto il 2012. Successivamente il bonus dovrebbe essere incorporato alla detrazione del 36% previsto per le ristrutturazioni. L'incentivo per l'efficienza energetica, in pratica, diventerebbe stabile, ma vedrebbe calare l'aliquota di quasi il 20%. Ecco perché la Commissione Ambiente della Camera chiede di stabilizzare il bonus senza abbassare l'aliquota.
O.O.
giuseppe71
26 gennaio 2012 alle 10:41:02
E' possibile che non si riconosca strutturale la detrazione fiscale del 55, se poi è da capire se farla per un periodo di 5-10 questo è da vedere, ma è alquanto improbabile il gettito fiscale considerando la procadura di erogazione compreso l'esigibilità anticipata del 5 sul bonifico a copertura di oneri tributari.
Io dico basta! a guardare i cugini Europei e loro insindacabili scelte e modalità, sarebbe ora di interventi a misura di Italia a favore della spesa pubblica. Per carità parlo da incompetente ma da cittadino Italiano. Recuperare soldi dai cittadini si fa alla svelta ma investire per creare attivamente in maniera sistematica azioni strutturali anche a favore della spesa è imprescindibile.
mrtdvd
26 gennaio 2012 alle 09:57:37
Ma ! ........ il risparmio in bolletta,in seguito all'adozione di sistemi alternativi per la produzione di energia, non doveva avvantaggiare oltre i cittadini pure i gestori (venditori) di energia ??? diminuendo o almeno contenendo i costi di produzione alla fonte??( meno energia richiesta meno spese) . A me pare che a questi nostri risparmi ..... tutti da verificare in un decennio!! o ventennio ! ... tra l'altro ,in un modo o nell'altro con una scusa o l'altra (aumento costo petrolio, gas ecc ), i gestori non vogliono rinunciarvi e li recupereranno in bolletta, come di fatto già succede.