Un “cattiva connessione” di un cavo a fibre ottiche che connette un computer e un ricevitore Gps usato per misurare il tempo di percorrenza dei neutrini, unito alla cattiva calibrazione dell’orologio di riferimento per la misurazione del tempo di viaggio della particella. Questi sarebbero gli errori su cui si sono basati i dati che hanno portato a credere che i neutrini potessero essere più veloci della luce di 60 nanosecondi.
Lo riporta la rivista Science Magazine, che parla dell’anomalia scoperta dal gruppo italiano di ricerca che collabora al rivelatore Opera, per l’esperimento Cngs (Cern Neutrino to Gran Sasso), coloro i quali avevano annunciato i risultati che mettevano in discussione la teoria della relatività di Einsten.
Come conferma il portavoce del Cern James Gillies, gli scienziati si sono resi conto degli errori esaminando gli strumenti di misurazione del laboratorio sotterraneo italiano; dovranno, pertanto, effettuare nuove prove per verificare che siano stati questi errori a far pensare che i neutrini fossero più veloci della luce. I nuovi test dovrebbero essere previsti per maggio.
C.C.