Allarmanti i dati del Rapporto Italia 2012 dell'Eurispes: desertificazione ed estinzione dei ghiacciai causeranno perdite per l'agricoltura fino a 412 milioni di dollari
Nella sintesi del Rapporto Italia 2012, pubblicato nei giorni scorso da Eurispes, dati allarmanti sugli effetti del mancato adattamento ai cambiamenti climatici: nel 2050 si potrebbe registrare una perdita del Pil tra lo 0,12% e 0,20%.
Secondo i dati del Cnr-Isac, le temperature medie in Italia sono aumentate di circa 1,4°C. I cambiamenti climatici esercitano le influenze più pesanti sull'innalzamento del livello del mare, sulla condizione dell'agricoltura e dei suoli in relazione alle variazioni di temperatura, umidità e precipitazioni, oltre ai rischi aggiuntivi causati dall'acutizzarsi di eventi estremi.
I ghiacciai alpini sono diminuiti del 55% a partire dal 1850, e si prevedere che alla fine di questo secolo quelli al di sotto dei 3500m saranno estinti. L'effetto sarà il dimezzamento della portata d'acqua dei fiumi, con conseguenze diminuzione dell'umidità dei suoli, aumento della salinizzazione dei mari e generale disponibilità inferiore d'acqua per tutti.
Prevista anche la diminuzione della resa agricola causata dal rischio desertificazione che, se non compensata da opportune strategie di adattamento, causerebbe perdite da 11,5 milioni di dollari per i terreni adibiti a pascolo fino a 412,5 milioni per i terreni irrigati. Il CRA (Consiglio per la Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura) stima che circa il 50% del territorio sia a rischio desertificazione, con punte nelle regioni del Mezzogiorno.
Un'altra criticità importante è relativa al dissesto idrogeologico: sul territorio si contano 13.000 aree a rischio, molte delle quali ad alto livello di interazione tra processi naturali e sistema antropizzato. Entro il 2100 è previsto un allagamento di 4.500 kmq di aree costiere e pianure, incluse zone critiche come la Laguna di Venezia e le coste dell'Alto Adriatico. Grave anche la situazione del Po: la sua portata nel luglio 2007 era pari a 391 m3/s, contro la media storica di 1156 m3/s.
Gravi anche gli effetti sul turismo straniero nel nostro territorio. L'aumento di temperatura causerebbe una diminuzione dei viaggiatori sulle Alpi del 21,2%, mentre le ipotesi di danno per le zone costiere ammonterebbero nel 2080 a 108 milioni di dollari, mentre in presenza di politiche adeguate di adattamento sarebbero molto inferiori (17 milioni).
A fronte dei dati segnalati, il rapporto sottolinea l'urgenza di un Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici collegato alla strategia di mitigazione.
V.R.