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Decreto salvacarceri: domani il voto di fiducia

Il governo conferma la necessita' di "blindare il provvedimento", nonostante le violente proteste della Lega. Previsti dal decreto anche 57 milioni per l'edilizia carceraria

Prima pagina - 08 febbraio 2012

Come anticipato dal consiglio dei ministri del 7 febbraio, il governo ha posto la questione di fiducia rispetto al decreto svuotacarceri. L'annuncio è stato dato all'assemblea dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, accolto con fischi e urla provenienti in gran parte dai banchi della Lega. Come azione di ostruzionismo, il Carroccio ha presentato circa 500 emendamenti al decreto, sostenendo che “il governo non da' risposte alle domande poste”. Per il ministro della giustizia Paola Severino, “la necessità di blindare il provvedimento con la fiducia è legata a necessità di tempo, e non politiche”. Il decreto, che scade il 20 febbraio, verrà votato in aula domani 9 febbraio alle 10.

Contrari anche alcuni esponenti del Pdl e l'Italia dei Valori, che – nelle parole di Fabio Evangelisti – sostiene che “sulla fiducia il governo viaggia sulla stessa media del governo Berlusconi e non è attento alle esigenze del Parlamento e dei deputati”.

L'approvazione della fiducia viene dopo la consultazione tra l'Associazione Nazionale Magistrati e il capo del governo Monti; al centro della discussione, l'approvazione alla Camera dell'emendamento presentato dalla Lega sulla “responsabilità civile dei magistrati”, che l'Anm ha ritenuto “intimidatoria”. L'incontro, al quale hanno preso parte anche il ministro Severino e il sosttosegretario Catricalà, è stato accolto positivamente dal presidente dell'Anm Palamara che ha espresso “soddisfazione per l'impegno del Governo a trovare soluzioni per modificare la norma”.

Il “decreto svuotacarceri”, varato dal governo lo scorso 16 dicembre, nasce con l'obiettivo di ridurre il sovraffollamento delle carceri italiane. Nel decreto è previsto l'aumento delle misure di detenzione domiciliare con l'innalzamento fino a 18 mesi della pena residua che si può scontare a casa, che riguarderebbe circa 3.300 detenuti. Previste dal decreto anche norme per ridurre il fenomeno cosiddetto delle “porte girevoli”, ovvero chi entra in carcere per la sola immatricolazione per poi essere scarcerato o inviato ai domiciliari; un fenomeno che consentirebbe la riduzione di circa 21mila detenuti “di passaggio”.

Il decreto include inoltre lo stanziamento di 57 milioni di euro all'edilizia carceraria e al miglioramento delle condizioni di vita nelle prigioni, fondi ricavati dall'otto per mille dell'Irpef 2011.

Per il ministro Severino la misura è destinata in particolare al completamento di strutture carcerarie già in costruzione e all'ampliamento dei padiglioni.

 

V.R.

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