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Dulbecco e il Progetto Genoma

L'impatto dello scienziato sulla ricerca biomedica ebbe la sua massima espressione con il progetto che ha diretto al Cnr dal 1987 al 1995

Zoom - 21 febbraio 2012

Renato Dulbecco, pioniere delle ricerche genetiche sui tumori e premio Nobel per la medicina nel 1975 grazie alla scoperta del meccanismo d'azione dei virus tumorali nelle cellule animali, si è spento ieri in California, a poche ore dal suo 98° compleanno. Nato a Catanzaro il 22 febbraio 1914, Dulbecco ha speso quasi un secolo di vita per la scienza, quasi interamente negli Stati Uniti dove si era trasferito 50 anni fa.

Il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) lo ricorda ripercorrendo le tappe del Progetto Genoma, avviato in Italia proprio grazie a un’idea Dulbecco che ne assume la direzione nel 1987 fino alla sua scadenza nel 1995.

“L’idea della costruzione della mappa fisica dei cromosomi e del sequenziamento di tutto il genoma umano fu proposta per la prima volta come tema di discussione nel 1984 – spiega Luigi Zecca, direttore Itb-Cnr -, a un incontro scientifico con la partecipazione di 20 premi Nobel. Nel 1986, con un editoriale sulla rivista Science, Dulbecco spiega l’importanza di un progetto di ricerca che arrivi alla conoscenza completa dei nostri geni.

Lo scienziato viene quindi invitato in Italia dal Cnr per dirigere il Progetto Genoma, che inizia sotto la sua guida per poi diventare un progetto internazionale, portato avanti anche da società private. Sebbene il ruolo preciso di molti geni sia ancora da capire, la realizzazione di quest’opera è stata di grandissimo valore dal punto di vista teorico, ma anche di grandissima importanza dal punto di vista applicativo.

In Italia il progetto si arresta a metà degli anni Novanta per l’insufficienza dei finanziamenti, tuttavia il sequenziamento del genoma umano viene completato nel 2001 dal Consorzio Internazionale Human Genome e dalla Celera Genomics di Craig Venter.

"Questo periodo concise con uno dei migliori periodi della ricerca genetica italiana – afferma Paolo Vezzoni dell’Itba-Cnr -, con la scoperta di vari geni responsabili di malattie genetiche quali la distrofia di Emery-Dreifuss e di numerose immunodeficienze, e con altri contributi importanti allo studio del cromosoma X e alla tecnologia di mappaggio genomico”.

Nel 1993 Dulbecco inizia un nuovo progetto all’interno dell’Istituto di Tecnologie Biomediche del Cnr di Segrate, sullo studio del cancro e del differenziamento delle cellule mammarie, con la stretta collaborazione di Ileana Zucchi.

La collaborazione continua fino al 2011, quando Dulbecco e Zucchi dimostrano l’esistenza e le proprietà delle cellule staminali del cancro. Purtroppo, a causa della malattia di Dulbecco, l’attività si interrompe alla fine del 2011.

Scriveva Dulbecco su Scienze: “La possibilità di avere una visione completa e globale del nostro Dna ci aiuterà a comprendere le influenze genetiche e non genetiche sul nostro sviluppo, la nostra storia come specie e come combattere le malattie genetiche e il cancro”. Questa previsione si è in buona parte realizzata.

O.O.

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