È finalizzato alla definizione di strategie e metodi condivisi per lo sviluppo dell’energia eolica offshore in tutti i Paesi che si affacciano sul mare Adriatico. Il progetto Powered è stato al centro del convegno dal titolo “Politiche di supporto alla sostenibilità ambientale del territorio”, che si è svolto giovedì scorso alla Fiera del Levante di Bari in occasione della settima edizione della manifestazione Mediterre, al quale ha partecipato anche il ministro dell’Ambiente Corrado Clini.
A illustrare caratteristiche e finalità è stato Antonio Sorgi, direttore della Regione Abruzzo, soggetto capofila del progetto partito ufficialmente a marzo 2011 e finanziato con 4,4 milioni di euro dal Programma transfrontaliero Ipa Adriatico, con l’obiettivo di determinare se ci siano le possibilità per investire nell'eolico in Adriatico.
Per capirlo, Powered prevede l'installazione di una rete di anemometri in mare e lungo le coste, su pali di altezza varabile tra i 40 e i 60 metri, per individuare i siti marini più adatti a ospitare gli impianti, monitorando le evoluzioni climatiche e raccogliere dati meteorologici. Questi ultimi verranno analizzati a partire dal 2014 e e gli anemometri verranno ceduti all’aeronautica militare per i servizi di previsione meteorologica.
“Capire se si può sviluppare in Adriatico l'eolico in modo compatibile con l'ambiente è il nostro obiettivo e credo che la conclusione del progetto possa rappresentare anche la fase d'inizio d'investimenti industriali importanti in questo settore in Italia, come sta già avvenendo in altri Paesi europei”. Con queste parole il ministro Clini ha espresso il suo appoggio al progetto che però non incontra i favori di tutti.
Ad esempio del consigliere regionale Massimo Cassano che propone di “rimandare al mittente il progetto Powered, sottolineando ancora una volta il no alle trivelle, il no alle piattaforme offshore in Adriatico, affidando al ministro per l'ambiente Corrado Clini un messaggio di sviluppo sostenibile che metta il turismo al centro dell'azione del governo regionale e nazionale. Il ministro – ha continuato Cassano - dimentica che il mare, l'Adriatico, per i pugliesi già rappresenta un tesoro di inestimabile valore. L'energia che vogliamo è quella pulita, a impatto zero, che non preveda trivelle e piattaforme offshore. La Puglia non è l'Olanda o la Danimarca o la Gran Bretagna e chiede un'economia che si basi sul turismo, sulla pesca, sulle bellezze naturali, sull'artigianato, sul commercio, sulla tutela dei beni culturali”.
O.O.
etsdma
10 febbraio 2012 alle 12:50:39
Probabilmente Cassano nella sua ignoranza politica e culturale (ignoranza=non conoscenza della materia) ritiene che attraverso il consumo turistico si possa produrre energia. Ma il molise non tra le regioni ove si spreca di più e si produce di meno? Come intende Cassano prourre energia lettrica pulita e rinnovabile per il suo popolo? Pedalando ? o gassificando i liquami dei turisti in vacanza?
albese75
10 febbraio 2012 alle 12:09:24
Perchè evitando le centrali eoliche e tenendo quelle a carbone Cassano crede che l'ambiente così come lo conosce durerà a lungo (diciamo più della propria aspettativa di vita)? Ce lo deve dire lui come procurarsi l'energia senza impattare l'ambiente o il paesaggio! Generatori eolici e fotovoltaici impattano solo il paesaggio!