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L'E-Cat italiano viene allo scoperto

Dopo le molte voci, l'imprenditore Proia entra nei dettagli del generatore a fusione fredda che produrra' con la sua societa'

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Pubblicato sul Canale Innovazione il 26 luglio 2012

Pochi mesi fa per l'E-Cat, il generatore di calore basato sulla fusione fredda dell'italiano Andrea Rossi, era stato registrato un boom di interessi, incluso persino quello dell'Us Military. Lo stesso Rossi, nelle scorse settimane, ha annunciato di aver già pronti 20 reattori, notizia che aveva scatenato parecchio interesse e curiosità, fino al punto in cui è comparso anche un nome italiano, quello di Aldo Proia.

Dopo le “voci”, ecco la conferma. In un'intervista pubblicata lo scorso lunedì su Ildemocratico.com, Proia afferma che Prometeon srl, di cui è direttore commerciale e amministratore unico, commercializzerà i prodotti della Leonardo Corporation, la società dell'ing. Rossi. Pur mantenendo il massimo riserbo sullo stato del processo produttivo, Proia conferma che attualmente in Italia si può già ordinare un prodotto, ovvero “l’E-Cat termico da 1 Mw, cioè un apparato di taglia industriale destinato a una varietà di impieghi: è utilizzabile per fornire calore di processo nel campo dell’industria alimentare, manifatturiera, etc., come pure nella produzione di acqua calda per mense e ospedali, per il riscaldamento e il raffrescamento dell’ambiente”.

L'apparecchio sarà in grado di fornire acqua calda e vapore “non diversamente da una caldaia a gas”. Le temperature in uscita vanno dai 120° massimi per una versione dell’E-Cat adatta al riscaldamento e a molti comuni processi industriali, mentre la versione destinata a processi produttivi che richiedono elevate temperature arriva ai 600° C. Le aziende che lo adotteranno, continua Proia, “acquisiranno un vantaggio competitivo e, cosa non meno importante, un rapporto privilegiato con chi detiene e migliora una tecnologia dal potenziale in parte ancora inesplorato”. L'impatto sul mercato, tuttavia, sarà condizionato ai lunghi tempi di implementazione su tutto il parco industriale italiano.

Nell'intervista infine Proia ha spiegato la sua opinione sulle critiche mosse ad Andrea Rossi, mosse da due tipologie differenti di persone: da un lato, “chi vuol saper subito tutto, dimenticando che vi sono segreti industriali e militari da tutelare, ragion per cui anche noi non possiamo rispondere a tutte le domande dei giornalisti”; dall'altro “persone e aziende da noi ben individuate che hanno un interesse economico o di altro tipo – ma non voglio qui entrare in dettagli – nel gettare discredito su una tecnologia ritenuta, con miopia, una scomoda concorrente. Qui l’unico commento è che ci sarà 'tolleranza zero' nei loro confronti”.

 

V.R.


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