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L'inefficienza informatica europea costa 60 miliardi di euro

I dati dell'Epson Business Efficiency Report, la ricerca presentata a Smau


Pubblicato sul Canale informatica il 25 ottobre 2011

60 miliаrdi di euro all’anno in Europa, quasi 8 solo in Italia: è queѕto іl costo dell’inefficienza secondo quanto emerso dall’Epson Business Efficiency Report, una ricerсa presentata oggi in Smau che ha analizzato l’efficienza delle aziende con pіù dі 1.000 dipendenti nelle cinque principali economie dell’Unione Eυropea: Italia, Regno Unito, Francia, Germania e Spagna.

L’indagine, basata su 500 interviste telefoniche a dirigenti senior di organizzazioni attive nelle banche, servizi finanziari, ricettività, servizi professionali, vendita al dettaglio, aziende di servizi pubblici, mette in evidenza come uno degli ostacoli principali al raggiungimento dell’efficienza sia il ritorno sull’investimento.

Il Regno Unito è il Paese che si caratterizza per la gestione aziendale meno efficiente, con una perdita di reddito pari a 21,4 miliardi di euro: più di un terzo del totale Ue. Seguono Francia (13,6 miliardi di euro), Spagna (10,8 miliardi) e Italia (7,8 miliardi). Le aziende più efficienti si trovano invece in Germania, con una perdita di 6,2 miliardi di euro.

In questo periodo, le aziende più efficienti rivolgono una grande attenzione alla riduzione dei costi (57%), al monitoraggio degli sprechi (29%) e al miglioramento dei sistemi informatici esistenti (13%) e ritengono che l'utilizzo delle nuove tecnologie abbia un ruolo fondamentale nel miglioramento delle attività aziendali. Dove sono già state introdotte, le politiche di efficienza aziendale hanno contribuito a una riduzione media del 3% delle spese aziendali, ma è possibile diminuire ulteriormente gli sprechi grazie all'adozione delle nuove tecnologie IT e alla ridefinizione dei processi per stimolare l'adozione di pratiche lavorative più efficaci.

Guardando al futuro, gli intervistati dimostrano di essere a conoscenza dell'esistenza di diverse aree in cui è possibile intervenire per migliorare l'efficienza del business nei prossimi 12 mesi: tra queste la riduzione dei costi (58% degli intervistati), dei rifiuti (56%), gli investimenti in innovazione dell'IT e la maggiore produttività del personale (50%). Solo poco più di un terzo delle aziende identifica come aree di intervento l'allocazione delle risorse umane e delle tecnologie di sviluppo e solo l'1% degli intervistati in Italia ritiene che la ridefinizione dei processi abbia un ruolo significativo.

"L'Epson Business Efficiency Report - spiega Massimo Pizzocri, amministratore delegato di Epson Italia - fotografa una realtà interessante ma variegata, con luci e ombre. Indica, però, con una certa chiarezza il pensiero dei senior manager, non solo del nostro Paese, secondo i quali basta poco, in termini di miglioramento dell'efficienza, per ottenere benefici economici anche rilevanti. Quando l'economia è incerta e il periodo difficile, come quello che stiamo vivendo, le aziende hanno solo due strade per incrementare i profitti: l'innovazione o l'efficienza. Spetta all'azienda decidere in quale area collocare il proprio vantaggio competitivo e quindi mettere in atto tutte le misure per perseguirlo".

A.U.


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