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La tecnologia satellitare al servizio della telemedicina

Telesal e' il progetto italiano, realizzato con il supporto dell'Asi. Nel 2011, 150 urgenze assistite

Tecnologia - 27 gennaio 2012

Il progetto Telesal, sviluppato e cofinanziato dall'Agenzia spaziale italiana (Asi), sperimentato nell’ultimo anno, ha portato i primi risultati, presentati lo scorso 25 gennaio a Roma. Grazie all’innovativo servizio di telemedicina, in sette mesi 150 pazienti in emergenza sono stati seguiti e diagnosticati via satellite.

La sperimentazione è avvenuta in tre Regioni (Basilicata, Molise e Campania) e in quattro macro aree sanitarie di applicazione: supporto agli interventi della medicina d'emergenza, ambulatori mobili per campagne di screening, aiuto ai medici di bordo e ai servizi aeronautici. Si è dimostrato che le tecnologie dello spazio sono estremamente utili alla sanità pubblica; solo a Napoli, ad esempio, sono stati effettuati 400 esami di screening mammografico, i cui referti sono stati inviati in tempo reale via satellite al Policlinico Federico II per la diagnosi.

Come sottolinea Cesare Aragno, capo del progetto Telesal, “i referti acquisiti digitalmente possono essere spediti a più policlinici di riferimento per eventuali consulti con altri specialisti”.
Si è trattato del primo progetto pilota applicativo, sviluppato e co-finanziato dall’Asi, nell’ambito nazionale delle “Tecnologie ed Applicazioni Spaziali al Servizio della  PA del Cittadino”, finalizzato all’applicazione delle tecnologie d’avanguardia di derivazione spaziale, come quelle satellitari, per realizzare e sperimentare sul campo modelli di servizio di medicina telematica.

L’analisi e la comunicazione a distanza di dati clinici sono possibili grazie ad un sistema aperto di telecomunicazione satellitare che hanno reso disponibili strumenti diagnostici, servizi Ict di supporto alla pratica medica e le competenze professionali.
Alcuni problemi legati alla sanità potrebbero trovare soluzione grazie a questa tecnologia, soprattutto nei casi di emergenza, nelle operazioni di peace keeping, in situazioni di digital divide o impossibilità a muoversi del paziente a causa dell’anzianità e della cronicità della patologia.

C.C.

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