"Sarebbe interessante comprendere come viene calcolato l'aumento della produttività proveniente dalla riforma delle professioni". Replica così la presidente del Cup (Comitato unitario delle professioni), Marina Calderone, alle affermazioni del segretario generale dell'Ocse, Anguel Gurria, che ha quantificato nel 4% l'incremento che dovrebbe arrivare dalle liberalizzazioni del governo Monti in materia di professioni ordinistiche.
“È errato individuare il comparto dei professionisti - continua Calderone- come un sistema chiuso, considerato che negli ultimi dieci anni vi hanno avuto accesso oltre un milione di under 45enni. Negli ordini c'è un problema di accesso e non di eccesso. Ed è realmente difficile immaginare come si possa pensare di aumentare la produttività con la mera redistribuzione dei redditi. Credo che la riforma delle professioni sia una cosa seria che vada affrontata in modo organico, non con spot o slogan. Siamo disponibili al dialogo e al confronto ma non possiamo non sottolineare la differenza di trattamento tra lavoratori aventi la medesima rilevanza costituzionale".
La presidente del Cup afferma infine di non comprendere la “differenza di trattamento riservata alle riforme relative al lavoro autonomo e a quello dipendente. Con i professionisti si è scelta la decretazione d'urgenza, mentre per le riforme del lavoro quella del percorso parlamentare ordinario. Perchè?".
O.O.