I costi stimati potrebbero aumentare, rischiando di gravare sulle tasche degli italiani
Le Olimpiadi del 2020 non si faranno a Roma. L’ultimo giorno disponibile per la “garanzia” indispensabile da parte del Governo, il Presidente del Consiglio Mario Monti ha detto “no”. La brutta notizia è stata comunicata al comitato promotore, seguita da un elenco lungo e ragionato di motivi economici ben ponderati e spiegati.
Dopo aver elogiato il progetto e ringraziato chi vi ha lavorato, fra cui il Sindaco Alemanno e il Presidente del Coni Petrucci, il Presidente ha esposto le ragioni per cui nel 2020 Roma non potrà essere città olimpica. “Non sarebbe responsabile assumersi un simile impegno”, ricorda i sacrifici dei contribuenti italiani e ricorda che, benché il passaggio più difficile sembra sia alle spalle, restano tuttavia turbolenze sui mercati, esempio lampante la Grecia, che potrebbero ledere i cittadini e gravare sulle loro già difficili finanze. Tutto ciò, nonostante l’accuratezza metodologica dello studio di fattibilità. Come ha sottolineato il premier, gli imprevisti non si possono calcolare, come ha dimostrato l’esempio di Londra, dove i costi sono triplicati rispetto alle stime iniziali.
Al dubbio insinuato, di scarsa fiducia nell’Italia e scarsa lungimiranza, Monti ha risposto che, al contrario, la sofferta decisione ha anche il fine di non mettere in difficoltà i futuri esecutivi. A questo si aggiunge la questione credibilità: dopo il viaggio a New York, dove si è cercato di convincere gli investitori a puntare sull’Italia, con rassicurazioni sul rigore duraturo, dire sì alle Olimpiadi romane, significherebbe consentire una percezione di rilassatezza.
Ciò che ha convinto anche chi sosteneva il progetto, è stata l’ipotesi di “garanzia di bilancio”, che impone di immobilizzare almeno due miliardi di euro, da sottrarre alle scarse risorse per il rilancio della crescita e per le infrastrutture.
Forte la delusione del Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e del Presidente del Coni, Petrucci. Del primo si erano addirittura ipotizzate le dimissioni, in seguito da lui stesso smentite.
C.C.