L’iper-elasticità delle ragnatele finalmente non ha più segreti per la scienza, questo grazie ad una ricerca nata dalla collaborazione tra il MIT (Massachusetts Institute of Technology) e Politecnico di Torino. La ricerca ha mostrato come la struttura della tela abbia un ruolo fondamentale per il suo mantenimento. Ciascun filamento ha una caratteristica diversa in funzione della sua posizione, perché la tela possa resistere alle insidie di vento o attacchi di insetti più grandi.
Già un altro studio, condotto in America, aveva portato grandi risultati nell’elaborare un materiale chiamato super-seta. Quest’ultimo, però, ha rivelato le proprietà che garantisce alle tele costruite dai ragni l’elasticità e la resistenza.
"E' un comportamento che potrebbe avere importanti applicazioni in molti settori, dall'edilizia all'aeronautica", spiega Nicola Pugno, uno degli autori dello studio. Al Politecnico torinese sono state soprattutto validate le simulazioni dei ricercatori del MIT, per mezzo della Il contributo italiano, la teoria “Quantized Fracture Mechanic", elaborata dallo stesso Pugno, che permette di calcolare i punti di frattura dei materiali, efficace in particolare nella gestione dei materiali discreti, come le ragnatele.
Pubblicato sulla rivista Nature, che vi ha dedicato la copertina, vista l’importanza, lo studio è stato anche premiato da Ideas, premio istituito dal Consiglio Europeo per le Ricerche.
C.C.