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Tav Torino-Lione: via libera ai lavori

Firmato a Roma l'accordo che definisce tempi e ripartizioni economiche. Per l'Italia un onere da 2,7 miliardi

trasporti - 31 gennaio 2012

È stato sottoscritto l'accordo bilaterale per la ripartizione dei costi tra Italia e Francia per la realizzazione della tratta ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. L'intesa, che sarà ratificata dai Parlamenti nazionali, è stata annunciata dal viceministro alle Infrastrutture Mario Ciaccia e dal ministro dei trasporti francese Thierry Mariani.

L'azione decisiva – si apprende da una nota diffusa da Parigi – è la firma di una clausola aggiuntiva all'accordo del 29 gennaio 2001. Proposta dalla Commissione intergovernativa su richiesta dei due governi, questa aggiunta definisce le condizioni di realizzazione del progetto, che – stando alle parole delle istituzioni coinvolte – apre uno spiraglio positivo per l'Europa, per la Francia e l'Italia e per i territori locali coinvolti, in particolare, Rhone-Alpes e Piemonte.

Con la firma del trattato vengono definiti i dettagli di realizzazione del progetto, con la relativa attribuzione economica, in primis “il tracciato definitivo del progetto, che tiene conto delle evoluzioni intervenute sul versante italiano per migliorare il suo inserimento nell'ambiente naturale e umano”. Definite anche le varie fasi della costruzione, partendo dalla sezione transfrontaliera che comporta il tunnel di 57 km.

Nelle parole del ministro Ciaccia è evidente il riferimento alle violente proteste degli ultimi anni, che hanno avuto un ulteriore capitolo drammatico la scorsa settimana: “C'è stata una minoranza contraria a quella considerata dai più un'opera strategica per il Paese; sono convinto che l'opposizione che in passato si è espressa con manifestazioni intollerabili, si attenui progressivamente a fronte di una più matura comprensione dei vantaggi che comporterà l'opera”.

Entrambi i ministri hanno sottolineato come l'operazione porterà al superamento di vincoli territoriali, che sono un freno per l'economia dell'intera Comunità Europea, compreso l'alleggerimento del trasporto su ruote in favore della mobilità ferroviaria.

Per l'Italia i costi generali dell'operazione si aggirano intorno ai 2,7 miliardi, un onere per il ministro “ampiamente sopportabile”, poiché spalmato sui 10 anni. La Francia contribuirà con 2,2 miliardi e l'Ue con 3,3 miliardi, per un ammontare complessivo di 8,2 miliardi. Dopo i primi lavori al tunnel della Maddalena, i lavori veri e propri cominceranno nel 2013, con la previsione della chiusura nel 2023.

V.R.

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