Hanno largamente superato quota 10mila le prenotazioni effettuate sul web per l'E-Cat, confermando l'interesse verso lo strumento che promette di rivoluzionare le sorti dell'energia con quella che comunemente viene chiamata fusione nucleare fredda. Negli USA è infatti stata avviata una produzione industriale sul catalizzatore di Rossi e Focardi.
Di recente, anche l'US Military è apparso all'orizzonte, tra i potenziali acquirenti dell'E-Cat. Il candidato alle presidenziali degli Stati Uniti Mitt Romney avrebbe poi menzionato la fusione fredda e la sua speranza che possa essere utilizzata un giorno per produrre elettricità. Lo stesso candidato, già da tempo, si è dichiarato sostenitore della ricerca. Tuttavia, a suo avviso, “a volte è difficile trovare la linea di demarcazione tra ricerca e sviluppo. Nel settore della ricerca nucleare, per esempio, si discute di una tecnologia completamente diversa per la costruzione di centrali nucleari molto piccole che utilizzano un tipo di tecnologia differente”.
Ma l'ultima novità riguardo al famoso catalizzatore, riguarda l'interesse crescente della Nasa nei confronti della tecnologia su cui si basa, ossia la fusione fredda. Qualche mese fa, nel corso di una riunione condotta prsso il Glenn Research Center di Cleveland, nell'Ohio, alcuni scienziati dell'Agenzia spaziale americana, tra cui Joseph Zawodny, Gustave Fralick, Michael Nelson, Jim Dunn e Dennis Bushnell hanno parlato delle cosiddette LENR (Low Energy Nuclear Reaction), ossia delle reazioni nucleari a bassa energia, che potrebbero davvero essere rivoluzionarie.
Ed è stato proprio Rossi a confermare al Journal of nuclear physics l'avvio della produzione in USA anche se non ha precisato il luogo. Ha però svelato che è già in fase di studio una seconda generazione di E-Cat capace di produrre energia elettrica grazie al vapore legato al calore prodotto dal dispositivo.
A.U.